
Italia-Francia, un anno dopo. Le parole di Gonzalo Quesada alla vigilia del match.
“I loro punti di forza sono sempre quelli – dice il ct azzurro-: una conquista formidabile, un pack di grande potenza e delle individualità che in ogni momento possono trasformare una situazione qualsiasi in un’opportunità. In più ovviamente hanno Dupont, che già da qualche anno è il migliore del mondo, una minaccia costante per qualunque difesa, un secondo di distrazione può diventare fatale per noi. Ne abbiamo parlato anche con Page-Relo e Ange (Capuozzo, ndr) che lo conoscono bene, Martin ha giocato con lui fino a un paio di stagioni fa, Ange è tuttora suo compagno di squadra, qualcosa abbiamo preparato per rendergli la partita la più difficile possibile”.
E l’Italia?
“Noi in questi dodici mesi abbiamo acquisto una maggior consapevolezza del nostro sistema di gioco e siamo cresciuti in termini di leadership nel senso che abbiamo giocatori capaci di gestire meglio i diversi momenti di una partita. Lucchesi meritava di partire titolare e con Nicotera vogliamo aggiungere ulteriore personalità nella ripresa per combattere per tutti e 80 i minuti. Gesi ha fatto bene quando è entrato a Murrayfield e anche con le Zebre ha dimostrato le sue qualità. In assenza di Ioane penso sia giusto dargli una chance”.

Francia favorita?
“Beh, ho visto che è la cinquantesima sfida tra Italia e Francia, quante ne hanno vinte loro, 46…? Insomma noi non abbiamo pressione, la mia paura era l’enfasi che era stata messa sulla sfida con il Galles, ora il pronostico lo lasciamo agli altri, noi abbiamo l’opportunità per esprimere il nostro miglior rugby, contro quelli che sulla carta sono migliori di noi”.
Fabien Galthié
Qualcuno ha ipotizzato che la formazione scelta per affrontare l’Italia sia stata pensata in vista del match con l’Irlanda, in programma tra quindici giorni a Dublino e, ipoteticamente, decisivo per la vittoria nel Torneo.
“È una formazione pensata per ottenere una grande prestazione, una squadra costruita per disputare una partita di alta qualità a Roma”, è stata la risposta del ct francese.
Sulla pressione dopo la sconfitta subita a Twickenham, contro l’Inghilterra, la seconda giornata.
“La pressione fa parte della nazionale francese. Oggi il XV di Francia ha il doppio degli spettatori rispetto al 2020 e, di conseguenza, aumentano le aspettative e le esigenze. Lo sentiamo, ma con piacere”.

Sulla scelta di schierare Thomas Ramos all’apertura escludendo Matthieu Jalibert dalla selezione
“Questa è la nazionale francese. Abbiamo 300.000 praticanti in Francia. Vorremmo includerli tutti, ma non è possibile. Nel caso di Matthieu, c’è il ritorno di Léo Barré, che ha giocato bene contro l’Argentina a novembre e anche con il suo club. Léo può giocare anche come centro o apertura, il che è utile con questa panchina 7-1. Per Matthieu, nulla è definitivo. Questa squadra ormai è abituata a vivere con queste rotazioni”.
La meta di Thomas Ramos a Lione, nel match di Coppa del Mondo, contro l’Italia.
Sul pareggio di un anno fa a Lille
“A Lille, avevamo già commesso l’irreparabile con un cartellino rosso nel primo tempo (Jonathan Danty, ndr appena prima del riposo). Dall’arrivo di Gonzalo e del suo staff, l’Italia è molto combattiva su tutti i palloni, sia in possesso che in difesa. Ci aveva creato grandi problemi a Lille e questo impegno costante crea grandi difficoltà anche a tutti gli avversari”.
E se si facessero male due trequarti, con un solo specialista della linea in panchina?
“Ci sono giocatori che hanno lavorato con i trequarti. Maxime Lucu, ad esempio, è un numero 9 che calcia e può giocare anche apertura nel suo club. Abbiamo anche due terze linee che in passato hanno giocato come centri (Oscar Jegou e Paul Boudehent, ndr), e questo può tornare utile”.
Nella foto del titolo Gonzalo Quesada durante un allenamento della nazionale all’Acquacetosa (Foto Angelica Agosta/AllRugby)