
“Forse io e Olly abbiamo giocato contro, siamo entrambi del 2001 e spesso facevamo concentramenti anche con le squadre liguri, contro il Cus Genova anche”. Riccardo Favretto, seconda linea della Benetton e della nazionale italiana è in raduno a Roma in vista della partita di domenica prossima con la Francia all’Olimpico (alle 16 diretta su SkySport e su Rai2). Con l’infortunio di Lamb crescono le sue quotazioni a far parte dei 23 che scenderanno in campo. “Sono contento che il festival lo abbia vinto Olly, anche se non posso dire di essere un suo fans, magari a me piacevano altri, ma non ho visto tutte le serate”, dice ancora a proposito del rugbista genovese (all’anagrafe Federico Olivieri) che ha vinto Sanremo con il brano “Balorda nostalgia”. Poi Favretto parla di questo impegno con i transalpini. “Sono una grandissima squadra, capace di mettere in difficoltà chiunque. Il nostro atteggiamento? In fondo è sempre lo stesso, attenzione alla disciplina, non prendere falli per non regalare palloni che ci possono mettere in difficoltà. E poi cercare di imporre il nostro gioco fin dall’inizio”. La disciplina è stata la chiave del pareggio dello scorso anno a Lille, partita nella quale eri partito titolare. “Sì, lo scorso anno siamo stati perfetti a sfruttare ogni occasione che abbiamo avuto, e siamo stati molto disciplinati. Quello è un elemento che pesa sempre”.
Qui sopra Riccardo Favretto (a sinistra) e Andrea Zambonin in un raduno con la nazionale all’Acquacetosa (foto Allrugby)
Loro hanno giocatori di peso in mischia, vi state attrezzando a contrastarli? “Abbiamo il nostro piano di gioco, sappiamo che hanno giocatori pesanti là davanti, Atonio su tutti, ma noi abbiamo gambe e questa può essere una chiave del match per metterli in difficoltà”. A 19 anni esordio in nazionale contro la Scozia, poi un infortunio e il rientro lo scorso anno. “Nel 2021 la convocazione fu la ciliegina sulla torta di una stagione fantastica dove mi ero conquistato spazio e continuità con la Benetton. Poi sono restato fuori e ora sono rientrato. Mi sento più maturo e confidente nel gioco, posso coprire tutti i ruoli della mischia dal 4 all’8. Se devo essere sincero preferisco giocare seconda linea. Sono abile in touche, di solito le chiamo io, ho altezza e mobilità. Ma mi posso adattare anche terza”.
E fuori dalla mischia, dal rugby che cosa c’è? “C’è la pesca sportiva, quella in cui si fa meno male possibile ai pesci. Ho iniziato durante il lockdown, la casa della mia mamma è sulla riva del Sile. Da piccolo andavo a pesca con mio nonno, ora ci vado con mio zio, in attesa di andarci con mio figlio che però ha solo 2 anni e mezzo”. Il tuo soprannome è sempre Young? “Sì anche se non sono più così giovane”. Tuo giocatore di riferimento, il modello? “Direi Aldritt, mi piace per come attacca, come porta il pallone. Mi è dispiaciuto non giocare contro La Rochelle per questo”. Guardando la partita con La Rochelle forse il tuo mito dovrebbe diventare Lorenzo Cannone, comunque potresti trovare Aldritt in campo domenica. “Sì, certo”.
Nella foto del titolo Riccardo Favretto (foto Federugby)