Rosso o non rosso?

Ecco negli scatti di Roberto Bregani la sequenza dell’azione che ha portato all’espulsione di Danilo Fischetti in Calvisano v Rovigo. Il fotogramma decisivo è il secondo in alto da sinistra: è il pilone del Calvisano a sollevare l’avversario da terra o il numero 8 rossoblù è già in volo quando impatta con le spalle dell’avversario?

Poi nel terzo fotogramma Fischetti si solleva: e questo potrebbe essere il gesto che ha indotto l’arbitro e l’assistente a optare per il cartellino rosso: Halvorsen cade oltre e l’intero movimento diventa pericoloso e spettacolare.

Ricordiamo che i dieci scatti sono compresi nell’arco di un secondo, tra l’uno e l’altro ci sono 20 centesimi di differenza, margini minimi insomma.

Il rugby moderno è molto attento alla sicurezza dei giocatori e molte volte un volo spettacolare induce l’arbitro a una decisione severa. Nel TOP12 per di più non c’è il TMO il che obbliga arbitri e assistenti a decidere sulla base dell’istinto immediato.

Nel 2014 (Saracens v Ulster) Jarred Payne rimediò un rosso per un’azione pericolosa ma ugualmente involontaria. Quest’estate è toccato a Benjamin Fall su Beauden Barrett, in Nuova Zelanda v Francia a Wellington. Insomma ancora una volta vale lo slogan: bada a come placchi!

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