Possiamo battere la Francia, venerdì sera a Marsiglia?

La Francia non vince da otto partite, in pratica un anno intero. Però negli ultimi 14 mesi, nonostante tre sole vittorie (e un pareggio, con il Giappone), su 13 partite, i “bleus” hanno un punteggio medio (a sfavore) di 19-25 (2-2 le mete per match).

L’Italia nello stesso periodo ha incassato una media di 5 mete a partita contro una sola all’attivo: punteggio medio degli Azzurri è di 14-37.

Se la statistica viene limitata al solo Sei Nazioni (sette partite dal primo febbraio 2017 a oggi), l’Italia viaggia a una media di 12-43 (2 mete a 6) mentre la Francia è leggermente in attivo, nonostante due sole vittorie: 21-20 (2 mete a una).

Riassumendo: per vincere a Marsiglia gli Azzurri devono ridurre di almeno la metà mete e punti al passivo, diciamo che non devono concederne più di 25 (tre mete, una non trasformata, e un paio di calci di punizione).  E devono realizzarne almeno quindici di più della loro media abituale, quando almeno quattro mete (due trasformate) e un calcio.

È possibile? Natura non facit saltus diceva Leibniz. È vero l’Italia ha sfiorato le quattro mete a Dublino e ne ha messe a segno due contro l’Inghilterra. Ma nella somma delle due partite ne ha concesse quindici in totale. E la prima delle tre contro l’Irlanda è stata realizzata quando il punteggio era 42-0 per i padroni di casa.

Insomma, contro la Francia è necessario un miracolo sportivo. Anche perché la loro difesa mediamente più di due mete non concede. In più, da quando è arrivato, O’Shea gli Azzurri solo tre volte (su 19 partite) hanno raccolto più di venti punti all’attivo (con Usa, Canada e a Brisbane contro l’Australia). In compenso solo quattro volte (Canada, Sudafrica, Tonga e Fiji) ne hanno concessi meno di 20. Negli ultimi 14 mesi solo una volta la Francia ha messo a segno più di due mete: contro l’Italia a Roma, un anno fa (40-18). Insomma, i numeri sono onestamente tutti contro di noi. Però lo sport ci piace perché niente sul campo è mai scritto prima.
Vediamo come va.

 Foto di Daniele Resini/Fotosportit

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