Nuova Zelanda v Galles, non è solo questione di benzina

Nei 20’ finali degli ultimi sette faccia a faccia, gli All Blacks hanno segnato 89 punti e 12 mete, il Galles 34 e 3. La partita di Welligton, la prima delle serie, ha seguito fedelmente queste cadenze. Questione di serbatoi, di consumo di carburante o di uso dei pneumatici, per provare un accostamento alla F1.
A Hamilton, nel Tuesday match contro i Waikato Chiefs, la tendenza invece è cambiata: 40, al passivo naturalmente, equamente divisi nelle due metà. Se doveva essere la celebrazione di un breve ritorno a casa di Warren Gatland, si è trasformata in una marcia funebre: nessuno è profeta in patria. Il vecchio WG, inquadrato su uno sfondo con il cartello che prevedeva le istruzioni per l’evacuazione dello stadio, aveva un volto che era tutto un programma. Tra l’incazzato e il perso nel vuoto. Quel 40-7, contro una squadra ovviamente priva dei suoi otto All Blacks, resterà nel libro nero. Nero in tutti i sensi. Radioso era invece Stephen Donald, il tremebondo che bene o male mise tra i pali il calcio che diede ai neozelandesi il margine esiguo sui francesi nella finale 2011. “Ottanta minuti non li tengo più ma una mano la posso sempre dare”.
Un viaggio all’altro capo del mondo che sta diventando un incubo. Per di più, i gallesi hanno perso per un incidente muscolare George North che aveva messo in ambasce Julian Savea che in difesa tende a distrarsi: forse pensa a non scompigliare la pettinatura alla Nat King Cole. “Finché il risultato della serie non sarà definito, continuerò a ripetere che tutto è possibile – dice Sam Warburton, capitano dei Dragoni – e in ogni caso vogliamo tornare con una vittoria. Le nostre attitudini d’attacco rimarranno inalterate”.  Il 18 e il 25 giugno, a Wellington e a Dunedin, verrà riproposto il titolo del capolavoro di Stendhal, il Rosso e il Nero, che contiene una vivida narrazione di Waterloo.
A questo punto ai “Tourist” con le Tre Piume non resta che tentare una fuga a vasto raggio nei primi 60’, confidando che la muta in black arrivi a mordere solo il fondo dei calzoncini mentre quelli di Cymru stanno tagliando il traguardo. Come dice Warburton, tutto è possibile. Forse. Dopo quel che è successo a Hamilton, doppio forse.
G. Cim.

Nella foto di Phil Walter/Getty Images, un break di Stephen Donald, dei Chiefs, su Luke Charteris.

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