Mitrea arbitro nella semifinale di Pro12

Connacht v Glasgow, semifinale del Pro12, è finita 16 a 11 per gli irlandesi. Arbitro, l’italiano Mitrea. E’ un altro tassello importante che va a posto, nel puzzle dell’Italia del rugby che sogna di diventare grande. O perlomeno adulta – ha scritto Stefano Semeraro nel numero 103 di Allrugby -. Marius Mitrea, 34 anni, nato a Galati, in Romania, ma dai 18 anni in su prima abitante e poi cittadino del nostro Paese – inteso come nazione, ma anche come località alle porte di Treviso… – il 29 maggio sarà il primo italiano ad arbitrare un test match di Tier 1. E che test match: Inghilterra v Galles a Twickenham. Marius, ex ala-estremo (“diciamo pure utility back…”) un mese dopo sarà prima giudice di linea e poi arbitro anche dei due test match fra Giappone e Scozia a Tokyo. Il 13 marzo ha già sventolato la bandierina fra scozzesi e francesi a Murrayfield: se tutto andrà bene sarà lui il primo arbitro made in Italy nel Sei Nazioni.
Sabato 21 maggio, intanto, gli è toccata la semifinale del Pro12 fra Connacht e Glasgow, con Nigel Owens assistente di linea (insieme a Stefano Pennè) e Carlo Damasco TMO.
Semeraro lo ha intervistato qualche settimana fa a proposito della designazione per Inghilterra –Galles.
Più preoccupato o orgoglioso?
«Preoccupato no. Un po’ di orgoglio, per essere il primo italiano a dirigere un Tier1, e per giunta il derby più sentito delle Isole Britanniche a Twickenham, ovviamente c’è. Anche a Tokyo mi aspetto una belle esperienza, fuori e dentro il campo, perché ormai il Giappone è in grado di giocarsela contro tutte le “unions” europee».
L’amore per il rugby quando si è acceso?
«In Romania avevo giocato un po’, ma poca roba. Mio padre Sandel era appassionato di rugby, ma una volta crollato il regime di Ceausescu a Galati non c’erano più possibilità. Quando con mia madre Tinca ho raggiunto papà a Paese, a 18 anni, si è riaccesa la fiamma».
Arbitro per vocazione o per caso?
«Un po’ per caso. A 25 anni mi sono fratturato una gamba, proprio allora era uscita la direttiva federale per cui le società dovevano mettere a disposizione un giocatore per il corso da arbitro e il presidente della squadra, Pavin, ha chiesto a me di frequentarlo, visto che non potevo giocare.
Leggete tutta l’intervista su Allrugby 103, disponibile anche online. Abbonatevi a Allrugby digital sulla home page di www.allrugby.it

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