Mischia, il grande equivoco

La mischia resta un enigma, soprattutto nel campionato italiano. Luciano Ravagnani ne ha analizzato le statistiche alle quali affianchiamo qui, a titolo di confronto, quelle dei quarti di finale del Super Rugby e delle semifinali e della finale della Premiership.
Nelle quattro partite del Super Rugby disputate questa settimana sono state giocate complessivamente 44 mischie (una media di undici a partita) nell’ambito delle quali sono stati assegnati in totale 16 calci di punizione (quattro per incontro). Le squadre che ne hanno subiti di più sono state gli Highlanders e gli Sharks, quattro a testa.
Nella Premiership (semifinali e finale, tre partite in tutto) le mischie sono state 34 (media 11,3 per incontro) con 19 calci di punizione (6,3 per match). Exeter ne ha subiti 4 contro gli Wasps, in semifinale, e 3 contro i Saracens, in finale.
Ecco l’analisi di Ravagnani, pubblicata sul numero 105 di Allrugby.
Semifinali e finale per lo scudetto 2016. Cinque partite, altrettanti arbitri (il meglio di casa nostra: Mitrea, Blessano, Liperini, Rizzo, Vivarini), quattro squadre di impianto, struttura tecnica e filosofia differenti. Quanto conta la disciplina sulla strada verso lo scudetto? Qual è il problema più evidente?
La disciplina si conferma importante per il successo finale. Il problema è il solito di questi ultimi anni: la gestione della mischia ordinata. A questo proposito un dato “terrificante”: il 64% delle mischie, praticamente 2 su 3, giocate nella fase finale, è finito con un calcio di punizione.
I dati sono stati ricavati dalle dirette televisive, quindi con tutte le difficoltà del caso e in relazione alle attenzioni e alle scelte dei registi.
Calci di punizione.
Conteggiati in totale 101 (praticamente 10 per ogni tempo di gioco). Blessano ne ha sanzionati 24 in Calvisano v Petrarca; Liperini 21 nella finale al “Battaglini”; Mitrea, 20 in Petrarca v Calvisano. Questa semifinale è risultata quindi la partita più penalizzata, con 44 penalty, contro i soli 36 (16 Rizzo, 20 Vivarini) del doppio confronto Mogliano v Rovigo. Complessivamente (Rovigo e Calvisano una partita in più): Mogliano 21 calci subiti (un giallo), 19 a favore; Petrarca 23 subiti (3 gialli), 21 a favore; Calvisano 32 subiti, 33 a favore; Rovigo 21 subiti (un giallo), 28 a favore. La squadra più penalizzata (Calvisano) è stata l’unica esente da espulsioni.
Mischie ordinate.
Giocate 56 nel totale, ma vanno aggiunte 22 ripetizioni per reset e 2 mischie “no contest” in Calvisano v Petrarca. Totale 80 entrate in mischia, con il massimo di 19 in Calvisano v Petrarca (Blessano), “arricchita” da 7 reset e 2 no contest. Il minimo in Rovigo v Mogliano (Rizzo) con solo 6 mischie e 2 reset. All’introduzione in mischia, reset esclusi, si sono presentati come segue: 18 volte il Petrarca, 16 il Calvisano, 9 il Rovigo, 11 il Mogliano.
I penalty da mischia sono stati un percorso doloroso. Nelle 47 mischie delle 4 semifinali, le squadre all’introduzione hanno fruito di 20 penalty a favore e sono state, invece, punite 9 volte. In pratica chi introduce ha quasi il 42 per cento di probabilità di ottenere un penalty a favore.
Nella finale (9 mischie), il Rovigo, 4 volte all’introduzione, ha avuto due penalty a favore ma ha avuto anche 3 penalty per falli del Calvisano (3, su 5 introduzioni dei campioni uscenti). Insomma la mischia del Rovigo ha “ricavato” 5 penalty favorevoli su 9 mischie. Il Calvisano solo 1. Tre soltanto le mischie concluse senza punizioni.
A proposito di mischie “pulite”, cioè concluse senza punizioni, il più corretto è risultato il Mogliano (9 pulite su 11 introduzioni), seguito da Rovigo (4 su 11), Calvisano (5 su 16) e Petrarca (4 su 18).
Entrare nel dettaglio della gestione delle mischie ordinate da parte di 5 direttori di gara ci porterebbe molto lontano. Ogni partita, d’altro canto, fa storia a parte. E ogni arbitro ha il suo metodo (i tempi di chiamata, per esempio). Resta il fatto che la mischia ordinata continua a essere “un bel casino” e tutt’altro che ordinata. Ma sono molti che su questo “terno al lotto” in cui è stato trasformato il segno distintivo del rugby a XV, sembrano divertirsi. Fino a quando?
 (Luciano Ravagnani)

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