Italia v Galles, i quindici minuti che hanno affossato gli Azzurri

Dopo un primo tempo (7-3) in cui l’Italia ha svolto alla perfezione il compito preparato in settimana, la svolta del match contro il Galles avviene nei quindici minuti compresi fra il 45’ e il 60’.
Ecco l’analisi della sequenza di fatti.
45’ fallo di Steyn sotto i nostri pali. Halfpenny piazza, 7-6.
48’ mischia per il Galles nella propria metà campo, sotto la tribuna Tevere. Gli Azzurri vengono penalizzati per rotazione irregolare. Ghiraldini scuote la testa. Si torna a giocare nei nostri cinquanta metri. L’Italia fa fatica ad uscire dalla propria metà campo, i calci di liberazione sono troppo lunghi e non c’è pressione sul ricevitore del pallone.
50’ Il Galles cambia entrambi i piloni. La prima linea azzurra comincia a soffrire.
52’ Steyn viene punito per placcaggio irregolare: Halfpenny trasforma, 7-9.
53’ Alla ripresa del gioco Padovani commette un “in avanti” su calcio lungo di Jonathan Davies: mischia per il Galles all’altezza dei nostri dieci metri. I gallesi attaccano dalla base, due fasi e sul secondo raggruppamento Parisse va in fuorigioco su Webb. Altra punizione, 7-12
58’ Webb passa tra la difesa azzurra e lancia un’azione che si ferma sulla nostra linea di meta. L’arbitro chiede il conforto del TMO, la marcatura non è valida ma intanto è rimasto a terra Parisse che ha subito una brutta botta al collo. Il capitano rimarrà sofferente per il resto del match. Si riprende con una mischia e Doyle penalizza Lovotti per due volte. Al secondo fallo, l’arbitro mostra al pilone azzurro il cartellino giallo. Italia in inferiorità numerica. Nei dieci minuti in cui gli Azzurri sono in 14, il Galles segna due mete. Fine del match.
Nel secondo tempo il Galles ha avuto un possesso del 72%. In totale l’Italia ha concesso 16 calci di punizione contro 5, 6 fra il 45’ e il 60’.
In sostanza l’Italia ha retto il confronto per 45’. Per i successivi 15 si è difesa e infine ha ceduto alla pressione avversaria.
Però l’anno scorso le mete a favore del Galles erano state 9, l’anno prima 8.
Un anno fa, al Millennium, un’Italia demotivata aveva concesso 10 calci di punizione (contro 8), però aveva subito 67 punti anziché 33. Due anni fa, stesso avversario, a Roma, le punizioni contro gli Azzurri erano state 18 e i punti 61. Non siamo ancora il prodotto completo, da qualche parte un po’ di acqua la continuiamo a imbarcare.  Ma qualche passo in avanti c’è. Bisogna crescere, Irlanda prossimo appello.

Nella foto (Daniele Resini/Fotosportit), una carica degli azzurri guidata da Sergio Parisse.

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