Il XV ideale dell’Italia dei primi vent’anni di Sei Nazioni

15. Matteo Minozzi: rapido, elusivo, con un gran senso della meta.
14. Mirco Bergamasco: sette mete nel Sei Nazioni tra i trequarti non le ha realizzate nessuno.
13. Andrea Masi: ha giocato in tutti i ruoli della linea d’attacco compreso quello di apertura.
12. Gonzalo Canale: detiene il maggior numero di presenze in Nazionale fra i centri.
11. Leonardo Sarto: quattro mete in quattordici partite nel Sei Nazioni, è l’ala con la percentuale di realizzazione migliore.
10. Diego Dominguez: 29 punti nel match d’esordio contro la Scozia (tre drop), 162 in 14 partite, che volevate di più?
9. Alessandro Troncon: il primo azzurro a raggiungere i cento caps, 26 volte titolare nelle prime 40 partite delll’Italia nel Sei Nazioni. Una sicurezza.
8. Sergio Parisse: più grande dei numeri 8 (142 partite in maglia Azzurra), leader e trascinatore della squadra. Insostituibile.
7. Mauro Bergamasco: cacciatore senza pace, aggressivo e placcatore formidabile
6. Jake Polledri: forte, esplosivo, solido e duro. Cos’altro volete da un flanker?
5. Marco Bortolami: grande ingegnere della touche.
4. Santiago Dellapé: lavoratore indefesso, in sala macchine non poteva mancare.
3. Martin Castrogiovanni: il pilone per antonomasia. È stato uno dei simboli della Nazionale.
2. Leo Ghiraldini: numero due “di lotta e di governo”. Nessuno come lui al centro della prima linea.
1. Totò Perugini: altro monumento del rugby italiano. Campione di Francia e finalista in Champions con il Tolosa.
Nella foto, la meta di Mirco Bergamasco a Dublino, nel 2006.

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