Gli Azzurri convocati per il tour nelle Americhe

Piloni

Pietro Ceccarelli (Zebre, 1 cap). Anno di nascita: 1992. Dopo l’esperienza a La Rochelle, le Zebre lo hanno proiettato in una dimensione internazionale. Si candida, con Ferrari, al ruolo di vice di Cittadini

Lorenzo Cittadini (Wasps, 47 caps). Anno di nascita: 1982. Farà da chioccia a un gruppo di piloni tre dei quali hanno meno di 24 anni. Sarà il factotum della prima linea. Deve dimostrare di volerlo fare.

Simone Ferrari (Treviso, esordiente). Anno di nascita: 1994. Serio, umile, il più giovane della truppa. Un bella occasione per fare esperienza.

Andrea Lovotti (Zebre, 5 caps). Anno di nascita 1989. Dopo solo una stagione, sembra già un veterano. A sinistra lui e Zanusso ipotecano il futuro.

Matteo Zanusso (Treviso, 5 caps). Anno di nascita: 1993. Forza da vendere, ma anche tanti passi in avanti ancora da fare. Soprattutto sotto il profilo del fitness.

Tallonatori
Oliviero Fabiani (Zebre, 2 caps). Anno di nascita: 1990. Si è ritagliato un posto nelle Zebre, e poi in Nazionale, approfittando dei guai di d’Apice, Manici, Gega e Ghiraldini. Ma quando è entrato ha fatto sempre bella figura. Questa può essere la sua occasione.

Ornel Gega (Treviso, 2 caps). Anno di nascita: 1990. Due partite coraggiose all’esordio (Con la Francia e l’Inghilterra). Poi l’infortunio. Adesso deve confermare quanto di buono si è visto al debutto.

Leonardo Ghiraldini (Leicester Tigers, 81 caps). Anno di nascita: 1984. Un anno travagliato, ma lì davanti se sta bene il posto è suo. E potrebbe anche essere il capitano del tour.

Seconde linee
Valerio Bernabò (Zebre, 31 caps). Anno di nascita: 1994. Sembra sempre sul punto di dare l’addio alla Nazionale. E per un motivo o per un altro, l’Italia finisce sempre per contare su di lui.

Marco Fuser (Treviso, 10 caps). Anno di nascita: 1991. Deve mettere la sua fragilità da parte e dimostrare che in un reparto sempre a corto di uomini può esser lui la certezza del presente (del futuro).

Quintin Geldenhuys (Rugby, 63 caps). Anno di nascita: 1981. Come Zanni e Parisse, e più di loro, vista la carta d’identità, avrebbe meritato uno stop. Ma in seconda linea c’è bisogno della sua esperienza e della sua statura.

Flanker/n.8
Robert Julian Barbieri (Treviso, 39 caps). Anno di nascita: 1984. Ultimo appello, dopo una stagione così così. Senza Zanni e Parisse,  in terza linea mancava un po’ di esperienza. Ma i suoi giorni in azzurro, ahimè, sono contati.

Simone Favaro (Glasgow Warriors, 27 caps)*. Anno di nascita: 1988. Il ritorno del figlio prodigo. Ancora più atteso dopo che Glasgow l’ha premiato come “giocatore dell’anno”. La sua grinta sarà un esempio per trascinare i giovani.

Maxime Mata Mbandà (Calvisano, esordiente). Anno di nascita: 1993. Uno degli uomini del futuro. La tournée gli darà tanta carica. Siamo sicuri che se avrà una chance non la sprecherà.

Abraham Jurgen Steyn (Treviso, 3 caps). Anno di nascita: 1992. Dopo un Sei Nazioni a spizzichi e bocconi, ha l’occasione per lasciare un segno.

Andries Van Schalkwyk (Zebre, 2 caps). Anno di nascita: 1984. Senza Parisse, dovrebbe essere lui il numero otto titolare. Peso e sostanza, per restare nel giro un altro paio di stagioni.

Mediani di mischia
Edoardo Gori (Treviso, 50 caps). Anno di nascita: 1990. C’è poco da scoprire, se non, in assenza dei veterani, quanto può diventare lui il leader del gruppo.

Alberto Lucchese (Treviso, 2 caps). Anno di nascita: 1986. Dopo quattro stagioni a Mogliano, il rilancio a Treviso e, a sorpresa, l’ingresso nel giro della Nazionale. Sa anche lui che non avrà tante altre occasioni. Deve farsi trovare pronto.

Guglielmo Palazzani (Zebre, 20 caps). Anno di nascita: 1991. Con Brunel faceva il mediano di mischia e l’utility back. La tournée per far vedere che può ritagliarsi un’identità specifica, con la maglia numero nove.

Mediani d’apertura
Tommaso Allan (Usap Perpignan, 22 caps). Anno di nascita: 1993. La sfida con Canna per la maglia numero 10 dovrebbe rilanciare lui e il giocatore delle Zebre. Un tour per dimostrare chi ha più personalità e vedere chi impara prima da Catt e da O’Shea.

Carlo Canna (Zebre, 9 caps). Anno di nascita: 1992. Salutato nel Sei Nazioni come l’uomo nuovo del rugby italiano, adesso per lui è il momento del salto di qualità. Con due allenatori nuovi, lui e Allan se la giocano alla pari. Speriamo ci guadagni la squadra.

Centri
Giulio Bisegni (Zebre, 2 caps). Anno di nascita: 1992. Rare e sporadiche apparizioni in azzurro, ma sempre l’impressione che in serbo abbia il numero capace di lasciare stupiti. Con Canada e Usa occasioni buone anche per lui.

Tommaso Boni (Zebre, esordiente). Anno di nascita: 1993. Linea verde, ma se non si approfitta di queste tournée, non ci saranno molte altre opportunità. Ottima l’occasione di lavorare per tre settimane col nuovo coach e Mike Catt.

Michele Campagnaro (Exeter Chiefs, 22 caps). Anno di nascita: 1993. Dal Sei Nazioni è uscito come una star. Adesso è il momento di assumersene la responsabilità.

Tommaso Castello (Calvisano, esordiente). Anno di nascita:1991. Tutto il Sei Nazioni ad aspettare la sua occasione. Che arriverà in tour, con quattro centri e tre partite, è sicuro. Grande esuberanza, ma non dovrà farsi prendere dalla voglia di strafare.

Ali
Angelo Esposito (Treviso, 6 caps). Anno di nascita:1993. Un altro che è sempre nel giro, ma non ha mai avuto l’occasione di affermarsi in pieno. Il menù della tournée pare perfetto per misurarne la maturità (e gli eventuali limiti).

Leonardo Sarto (Rugby, 28 caps). Anno di nascita: 1992. Andrà a Glasgow. Nel frattempo vediamo se O’Shea riuscirà a tirargli fuori tutta la classe che ha. Il tour pare il contesto ideale per fargli fare bella figura.

Giovanbattista Venditti (Newcastle Falcons, 33 caps). Anno di nascita: 1990. Dopo il Mondiale era sparito. Anche per lui un’estate per ritrovarsi e non dirsi addio.

Estremi
Luke McLean (Treviso, 79 caps). Anno di nascita: 1987. Si è un po’ spento. In tour deve dimostrare a sé stesso e alla squadra che c’è ancora bisogno di lui.
David Odiete (Mogliano, 4 caps). Anno di nascita: 1993. Ha i mezzi, ma ci deve credere. La tournée e gli avversari sembrano studiati apposta per fargli fare bella figura.

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