Contro il pronostico

Siamo onesti: nessuno pensa fino in fondo che l’Italia possa battere un’altra volta gli Springboks. I sudafricani sono reduci da una stagione così così, si dice. Beati loro: hanno battuto la Francia quattro volte su quattro, l’Argentina due su due, hanno pareggiato due volte con i Wallabies e dato filo da torcere agli All Blacks, perdendo di un punto.

Hanno avuto due scivoloni gravi, è vero: lo 0-57 contro la Nuova Zelanda, a metà settembre, e il 3-38 con l’Irlanda, due settimane fa.

L’avessimo avuta noi però una stagione così!!!

La loro mischia è tra le più pesanti, 934 chili, 50 in più di quella azzurra. Contro la Francia, a Parigi, hanno impostato 130 fasi di gioco e concesso solo 7 turnover e 8 calci di punizione. Hanno perso una sola touche su 12 e nessuna mischia.

Nel Rugby Championship è la squadra che ha concesso meno turnover e che ha concesso meno punizioni. Sarà dura batterli sulla disciplina.

Sbagliano molti passaggi, è vero, ma sono anche quelli che tentano più offload. Hanno provato a cambiare pelle e non sempre il tentativo è riuscito a dovere.
Sono anche una delle squadre che gioca di più al piede, occhio dunque al bombardamento aereo e alla “exit strategy” di cui dovranno essere interpreti puntali soprattutto Hayward e Canna

Attenzione, ma non è una sorpresa, sono il XV con il maggior tasso di placcaggi dominanti.

Per noi sarà la sfida più dure dell’autunno internazionale.

L’idea è che loro proveranno a sfondare fin dai minuti iniziali. Se l’Italia dovesse reggere l’urto, con il passare del tempo le nostre chance aumenteranno. Nella testa degli Springboks potrebbero riapparire i fantasmi di Firenze. L’assenza di Marx rende solo di un briciolo meno affidabile la loro touche, disturbata quest’anno solo dagli All Blacks nella famosa partita dello 0-57.

Sfida di Albany esclusa, in questa stagione il Sudafrica (10 partite) ha messo a segno una media di 28 punti a incontro (3 mete) e ne ha subiti 21 (2 mete per match).

Il refrain è il solito: per vincere bisogna segnare almeno 25 punti, cosa gli Azzurri quest’anno hanno fatto solo una volta, e limitare il passivo. Se togliamo la sfida con l’Irlanda (10-63 all’Olimpico) l’Italia concede comunque una media di 30 punti.

Della squadra di Firenze gli Springboks ne hanno conservati quattro, nel XV titolare. Gli Azzurri solo 3: Parisse, Fuser e Canna.

Il pronostico non è dalla nostra parte ma se resteremo in partita fino alla mezzora finale anche stavolta ce la possiamo giocare. Almeno proviamoci.

nella foto Edoardo Padovani man of the match nel 2016 a Firenze (Fotosportit)

Related Post