Canna o non Canna?

Per affrontare l’Inghilterra Conor O’Shea ha optato per una linea di trequarti con cinque Zebre (Violi, Castello, Boni, Bellini e Minozzi) e due giocatori del Treviso (Allan e Benvenuti).

La scelta di Benvenuti cha he giocato 18 dei 45 test disputati in nazionale all’ala non deve sorprendere.

Incuriosisce di più quella di Allan che in questa stagione, dall’inizio di novembre in poi, ha giocato con la maglia del Treviso soltanto 5 partite da titolare, per un totale di 400 minuti.

A livello internazionale, nonostante i suoi 33 caps, Allan è un giocatore ancora tutto da scoprire.

Ma se con Minozzi estremo – Violi a numero 9 e Boni e Castello in mezzo al campo, più Bellini all’ala – l’idea è quella di ripercorrere un po’ la strada delle Zebre, perché rinunciare a Canna che della franchia parmigiana è l’innesco più classico?
La prima cosa che salta all’occhio è che anche un anno a fa a Twickenham, contro una linea di trequarti praticamente identica a quella che l’Inghilterra schiera domenica (l’unica differenza era Daly al posto di Watson) l’Italia era partita con Allan numero 10. Gli Azzurri restarono in gioco per più di un’ora. Le tre mete decisive i bianchi le realizzarono negli ultimi 10’, quando Allan aveva ormai lasciato il posto a Canna.

Forse O’Shea e Catt, analizzando quel match hanno pensato di ripercorrere una strada il cui percorso è stato ampiamento offuscato dalla famosa “Fox”, la strategia di non contestare le ruck.

E hanno deciso di puntare più sulle doti difensive di Allan che sull’estro in attacco di Canna.

Il punto centrale della discussione però è: come giocherà l’Italia contro l’Inghilterra?

Terrà il pallone in mano e proverà a sparigliare le carte con le incursioni di Minozzi, di Giammarioli, la sua velocità, o si affiderà al piede a Allan? Perché se l’idea è quella di tenere gli inglesi nella loro metà campo, per mettere loro pressione con una linea che sale e ne soffoca l’attacco, allora perché è stato scelto Minozzi?
O meglio: se lo scopo è quello di fare una partita in cui comanda la difesa, perché affidarsi alla linea arretrata delle Zebre, che lavora in modo molto diverso da quella del Treviso, l’una anticipa, l’altra fa muro in mezzo al campo, togliendole nel contempo l’unico giocatore capace di dar un po’ di verve all’attacco?  Le Zebre quest’anno hanno subito 46 mete e ne hanno segnate 31. Il Treviso ne ha subite 25 e realizzate 31. Come si fa a fare una sintesi del meglio delle due formazioni? Basterà cambiare lì dietro un solo giocatore e aggiungere agli avanti Parisse e Ghiraldini?

A novembre il problema dell’Italia era stato quello di non riuscire ad avanzare palla in mano (una meta in tre partite). La curiosità è quella di vedere con quali accorgimenti si proverà a risolvere quella situazione. Se l’Inghilterra ha il peso degli Springboks e più qualità dei sudafricani nella linea arretrata…

Aspettiamo fiduciosi.

Le formazioni delle due squadre.

Italia: Minozzi, Benvenuti, Boni, Castello, Bellini, Allan, Violi, Parisse, Giammarioli, Negri, Zanni, Budd, Ferrari, Ghiraldini, Lovotti. A disposizione: Bigi, Quaglio, Pasquali, Biagi, Mbandà, Gori, Canna, Hayward.

Inghilterra: Brown, Watson, Te’o, Farrell, May, Ford, Youngs, Simmonds, Robshaw, Lawes, Itoje, Launchbury, Cole, Hartley, Vunipola. A disposizione: George, Hepburn, Williams, Kruis, Underhill, Care, Joseph, Nowell.

 

Nella foto Tommaso Allan, a Singapore, nel match contro la Scozia a giugno. (Foto di David Gibson, Fotosportit)

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