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La crisi è di quelle mai viste prima. 
Da quando il pallone ovale è sbarcato in Italia, negli anni Venti del Novecento, le uniche stagioni nelle quali lo scudetto non venne assegnato furono quelle della guerra, nel 1944 e nel 1945. 
Le difficoltà, le incertezze colpiscono tutti: dalla potente federazione inglese, la RFU, che ha stimato una perdita potenziale di 50 milioni di sterline, all’ultimo dei club italiani, per i quali la Fir, come spiega in questo numero il presidente Gavazzi, ha messo ha disposizione un fondo di circa 2 milioni di euro. 
Il grande dibattito in corso è come ripartire. Un tema al quale Allrugby dedica ampio spazio in questo numero e sul quale tornerà nei prossimi mesi. 
Nonostante le difficoltà, infatti, nonostante la stagione agonistica si sia bruscamente e definitivamente interrotta il 15 febbraio, noi abbiamo deciso di continuare a uscire regolarmente. 
Lo facciamo perché riteniamo importante che il rugby italiano conservi uno strumento di dialogo, a maggior ragione in un momento in cui è fondamentale discutere, ma anche ripercorrere alcuni momenti importanti della nostra storia più o meno recente.
Allrugby è entrato lo scorso febbraio nella sua quattordicesima stagione e a settembre festeggerà il suo numero 150.
Quattordici anni nel corso dei quali siamo rimasti fedeli all’idea di raccontare il rugby attraverso riflessioni e indagini accurate, analisi, approfondimenti.
Non è stata un’avventura facile, soprattutto in un periodo che ha visto i mezzi di comunicazione trasformarsi radicalmente, divenendo talvolta megafoni senza regole di invettive di parte, polemiche sterili, considerazioni prive di verifiche.
Allrugby si vanta di essere sempre stato l’esatto contrario di tutto questo. 
La rivista, le sue rubriche, i suoi spazi ragionati, il fatto stesso di essere un prodotto dello sforzo collettivo, con un’identità precisa e responsabilità editoriali, resta insostituibile come mezzo di comunicazione. È un’altra cosa rispetto allo sfogo istintivo e immediato di molti blog, al campo senza regole in cui navigano i social network. 
Tuttavia anche noi abbiamo deciso di fare un passo in avanti: nelle scorse settimane, alla rivista abbiamo affiancato il nuovo “Allrugby podcast”, scaricabile sulle piattaforme Spotify e Podomatic. 
Il podcast – lo sapete – è uno strumento agile, immediato, particolarmente adatto ai tempi che stiamo attraversando. Ci permette di dare voce diretta alle diverse istanze che provengono dal movimento e supera le difficolta che l’isolamento impone alla distribuzione. È uno strumento ulteriore che vogliamo mettere a disposizione di chi ci segue, per completare la rivista il cui marchio è divenuto negli anni sinonimo di professionalità, correttezza, serietà.
Per questo Allrugby continuerà a uscire anche nella versione cartacea, che gli abbonati riceveranno regolarmente a casa. Nel contempo, già da due numeri, proprio per ovviare alle difficoltà di chi non può muoversi o fatica a reperire la rivista in edicola, abbiamo deciso di offrire gratuitamente la lettura online del magazine sul nostro sito (www.allrugby.it). È un ulteriore sforzo che abbiamo fatto per venire incontro alle vostre esigenze
Allrugby ha costruito negli anni la sua credibilità attraverso un gruppo autorevole di collaboratori, un’accurata scelta delle immagini, l’attenzione quotidiana ai valori dello sport e della sua natura.
È questa la nostra missione ed è in momenti come questi che ci serve l’appoggio di tutti. Abbonatevi, scaricate i nostri podcast, fateci sentire che ci siete. 

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